Un’Expérience Française

Località Gap, sud della Francia, prossimità delle Alpi

Gap si trova a sud della Francia, città tranquilla di circa 50000 abitanti a ridosso delle Alpi, clima prevalentemente secco, inverni rigidi ed estati molto calde ma poco umide. L’esperienza inizia a settembre 2011, poco prima avevo presentato le dimissioni ai fratelli Volta e a luglio mi ero diplomato; il motivo principale del mio viaggio era quello, un po’ come tutti i ventenni, di cambiare vita e di affermarmi all’estero.

In Francia c’è mio zio (emigrato negli anni ’90), figura molto carismatica e dal carattere forte, che mi accolse a casa con la sua famiglia composta da sei persone; la convivenza è stata da subito difficile, dato che in famiglia eravamo tanti e non tutti avevamo gli stessi ritmi. La fortuna è stata quella di trovare subito un impiego così potevo stare meno a casa ed evitare quindi di farmi venire i mal di testa poiché c’era il piccolo Domenico (che in quel periodo aveva sei o sette anni) … era una vera peste! Avevo voglia, ma soprattutto esigenza, di lavorare; ero emigrato per far fortuna non di certo per piacere… Ho svolto lì svariati lavori: agricoltore, fabbro, manutentore stradale, operaio per una ditta di import e export di materie plastiche e, cosa più importante, come charcutier (figura molto simile al nostro salumiere); ero iscritto ad un’agenzia interinale ed essa provvedeva a trovarmi sempre un nuovo lavoro dato che erano tutti lavori a tempo determinato.

I momenti migliori li ho trascorsi, paradossalmente, durante le ore lavorative perché dopo le 19:00 Gap aveva poco da offrire, i negozi chiudevano e per strada c’era ben poco. Le opportunità del fine settimana erano due locali, Le Final e La Garenne, dove si potevano trascorrere momenti di puro divertimento. Dopo qualche settimana preferii spostarmi a Marsiglia o a Lione dove, seppur lontane, riuscivo ad incrociare gente diversa.

Molti erano i momenti goliardici mentre lavoravo, soprattutto nelle migliaia di metri di terreno del signor Christophe. Strinsi amicizia con molte persone ma il feeling maggiore lo trovai con due ragazzi, entrambi algerini: Ualid e Samir.

 

I due mi hanno aiutato molto nell’integrarmi e con loro ho condiviso dei bei momenti, forse anche perché hanno dei tratti caratteriali molto simili a noi meridionali. Ricordo il giorno in cui mi portarono ad una Patisserie per farmi assaggiare, in testa a loro, la migliore pizza del posto… la mangiai veramente a fatica in quanto la pasta era cruda e sopra c’era la… cipolla!! Situazione ben diversa è stata quando mi portarono dal loro amico Kaddour dove mangiai il kebab hallal e posso affermare che è stato il più buono che abbia mai mangiato!

Il mio rapporto col francese è stato da subito conflittuale in quanto mai son riuscito ad assumere la caratteristica “erre moscia” e questo è stato motivo di molti sfottò da parte dei cugini d’oltralpe; mi vendicavo prontamente ricordando loro l’esperienza Materazzi-Zidane ed il mondiale perso e lì gli animi si accendevano. Non dimenticheranno mai quella finale persa!

Nel periodo invernale ho lavorato presso Dart France, una grossa impresa operante nel settore importazione ed esportazione di materie plastiche. I turni iniziavano di mattina presto ed era molto difficile svegliarsi ed alzarsi dal letto alle 5:00 del mattino quando fuori la temperatura era sotto lo zero. Lì conobbi Fréderic, un ragazzo dalle origini marsigliesi con il quale strinsi una forte amicizia.

Una sera di febbraio Fred mi invitò a casa sua, faceva molto freddo e non c’era cena migliore della Fondue! Lui e la sua ragazza usarono un pentolino con sotto un piccolo braciere, lo fecero riscaldare e ci misero molti pezzetti di formaggio a pasta molle, principalmente Roquefort e Camembert. Una volta sciolti, dovevamo praticamente inzuppare pezzetti di baguette nel formaggio fuso…un vero spettacolo!

Una delle cose che più manca a noi napoletani quando risiediamo all’estero è sicuramente il caffè. A Gap, come in tutto il resto del mondo, non sanno fare l’espresso. Una delle poche fortune è stata aver conosciuto presso Dart France un autotrasportatore napoletano che aveva sempre con sé un gran thermos pieno di caffè, ogni volta che veniva a scaricare (tre volte a settimana) per me era festa! Una volta mi portò anche una fetta di pastiera!

 

L’esperienza più rilevante, ai fini della mia formazione è stata, ovviamente, quella come charcutier.
Ho lavorato presso una charcuterie-boucherie (salumeria-macelleria), interagivo poco con i clienti data la mia scarsa fluidità nel parlare francese e il mio ruolo era quello di tagliare e confezionare formaggi.

In quei due mesi di esperienza ho conosciuto tanti tipi di formaggi francesi, prevalentemente a pasta morbida, dal più famoso Brie (formaggio a pasta molle, prodotto con latte vaccino crudo o pastorizzato e dalla crosta fiorita) al meno conosciuto Beaufort (formaggio a pasta dura prodotto con latte di vaccino crudo seguendo metodi ancestrali). Nell’ora di pausa, ero solito mangiare un pezzo di baguette col Camembert con marmellata di prugne oppure Roquefort (formaggio erborinato) con fichi freschi; non avevo tanta scelta, i francesi probabilmente sono i migliori al mondo se consideriamo l’alta ristrorazione ma in quanto a cibo “povero” hanno veramente poco da offrire ad esclusione delle solite insalate piene di cavolo e mostarda.
La Francia ha un’ottima tradizione di formaggi, ne esistono centinaia di tipi e risulta esserne tra i primi consumatori al mondo anche se noi in Italia non siamo certo da meno (i nostri formaggi sono prevalentemente a pasta dura). Nel 2012 feci ritorno in Italia perché ricevetti un’importante offerta di lavoro come responsabile di un banco salumeria presso una prestigiosa cremeria … era la mia prima esperienza da responsabile e volevo misurarmi in questa nuova sfida!

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