La mia prima esperienza in un supermercato.

“Fratelli Volta Conad”
via San Francesco D’assisi.

Locale a conduzione familiare, di proprietà di due fratelli, con banco salumeria e macelleria.
Ogni fine settimana i miei erano soliti uscire a far spesa per ricaricare il frigorifero svuotato in settimana e si recavano spesso dai Fratelli Volta che era un supermercato Conad nei pressi di casa.

Sulla porta del negozio c’era affisso il cartello ”cercasi ragazzo” (qualche giorno prima il ragazzo che lavorava dai Volta aveva dato un pugno nel muro per aver mancato la vincita della schedina all’ultimo minuto e si era rotto la mano) i miei la videro, parlarono col titolare e gli fecero presente che, il loro figlio appena sedicenne cercava un lavoro estivo.

Alessandro mi fece fare una settimana di prova, dopo di ché mi assunse. Fino ad allora avevo svolto vari lavoretti, alcuni dei quali poco decorosi, ma che mi avevano consentito di affrontare le spese legate al motorino e alle uscite con gli amici. Data la non agevole situazione famigliare, non volevo pesare sulle spalle dei miei. Era il mio primo vero lavoro.

A quell’età certamente non capivo la scelta dei miei, preferivo di gran lunga giocare a calcio con i miei amici nelle piazze della mia città o semplicemente stare per strada con loro; eravamo un gruppo di scugnizzi sempre pronto a cacciarsi nei guai. Col tempo ho capito poi i motivi della loro scelta, il quartiere dove vivevo era difficile (come tanti nella nostra città) rischiavo di trovarmi in brutte situazioni e loro, famiglia di gran lavoratori, volevano inculcarmi la loro mentalità.

 

 

 

 

 

Le giornate lavorative erano dure ed Alessandro era uno che non faceva sconti. La mattina dovevo recarmi a lavoro alle 7 e 30 e per me, che amo dormire ,era ‘na vera botta! Si iniziava dal banco frutta, bisognava sistemare quello prima di qualsiasi altra cosa e siccome il negozio era piccolo bisognava ogni volta tirare i cassoni della frutta fuori e rimetterli nel deposito a chiusura. I miei compiti erano elementari ma faticosi, dovevo consegnare la spesa ai clienti e dovevo occuparmi delle pulizie; lavoravo duramente tutta la settimana e per molte ore al giorno.

Il suddetto lavoro sarebbe dovuto terminare a settembre ma i titolari erano talmente entusiasti di come lavoravo che mi proposero di continuare per tutto l’inverno. Lavoravo il pomeriggio dopo la scuola o quando non ci andavo; da quel momento iniziai a dividermi tra studio e lavoro, cosa che mi è servita più tardi quando poi ho iniziato l’università.

 

Ho lavorato nello stesso posto per due anni, i fratelli Volta credevano in me e col passare del tempo mi affidavano incarichi di maggiori responsabilità. A 18 anni mi trovavo ad essere responsabile di alcuni settori del negozio e gestire determinate attività (prodotti di scaffale, giacenze e deposito) oppure i nuovi dipendenti che spesso erano più grandi di me. Alla fine dell’ estate 2007, Vincenzo, il più grande dei fratelli (nonché salumiere dell’attività) mi propose di lavorare al banco salumi al posto suo perché i ragazzi stavano aprendo un nuovo punto vendita di dimensioni più grandi e a lui serviva una persona affidabile a cui poter lasciare le redini del banco della piccola attività: era la mia prima esperienza al banco! La mia prima risposta fu negativa, non pensavo di esserne in grado. Vincenzo credeva in me ed accettai l’incarico: le sfide mi hanno da sempre stimolato. La prima esperienza dietro a un banco… e chi sa scorda! Un misto di emozioni affollavano la mia mente; ero a stretto contatto con Luigi, che oltre ad essere macellaio esperto si è dimostrato un vero amico, una persona su cui poter contare. La sua vicinanza mi ha parecchio aiutato.

A Luigi piaceva molto scherzare, tanti sono stati gli scherzi ai danni dei dipendenti del supermercato Conad. A Vittorio, ad esempio, nascose le frattaglie d’agnello nel cofano dell’auto (di cui con uno stratagemma si era fatto dare le chiavi) e quest’ultimo se ne accorse solamente quando, dopo una settimana, i maleodori emanati dalla carne putrefatta iniziarono ad invadere tutta l’auto! Dovette lasciare l’auto all’autolavaggio per un giorno intero. Io stesso, non scampai dai suoi scherzi e ne ho ricevuti addirittura due.

 

Il primo lo fece ai danni del mio motorino, la vespa a cui tenevo tantissimo. Furono tanti i soldi spesi per renderla più veloce e gareggiare con gli amici all’uscita della scuola o la sera  dopo lavorato. Luigi, questa cosa la capii e da buon marpione qual era, decise di infilare un pezzetto di legno opportunamente lavorato nella marmitta. Dopo tanti inutili tentativi di avviare il motorino,decisi di tornarmene a casa a piedi ma lui, di nascosto,tolse il pezzetto che ostruiva la marmitta. Dopo anni mi disse di esser stato lui l’artefice. Il secondo me lo ritrovai nel mio giubbino (lo spogliatoio stava dietro al banco macelleria)… delle zampe di gallina! Fortuna che me ne accorsi il giorno dopo, altrimenti non oso immaginare cosa sarebbe successo..
L’anno successivo i fratelli aprirono il supermercato (di maggiori dimensioni) a via Innamorati, sempre a Giugliano. Io fui affidato alle maestranze di Luigi.

Luigi è salumiere da generazioni, ha una forte personalità e, anche per questo, non sono mancati gli scontri con il titolare e talvolta con i clienti, quando questi ultimi mettevano in dubbio le sue competenze o la qualità dei prodotti che Gigi con tanta passione somministrava loro. Napoletano viscerale qual è, affrontava qualsiasi situazione con passione, compreso il suo lavoro.

 

 

Era colui il quale animava il supermercato, aveva sempre la battuta pronta e riusciva a trovare sempre ‘a pezza a culore quando serviva. Con Gigi ho lavorato spalla a spalla per 3 anni, ero adolescente e credo che la sua vicinanza abbia influenzato il mio modo d’essere, prima di conoscerlo infatti ero timido e un po’ impacciato. Da lui forse ho ereditato un po’ di sana presunzione… è giusto affermare le proprie competenze se dall’altro lato si interagisce con chi cerca di metterle in dubbio.

 

 

Tanti sono stati i racconti in cui mi spiegava come venivano trattati i prodotti anni prima come ad esempio le forme di parmigiano che arrivavano sporche e si impiegavano ore per poterle pulire; i ciccioli, invece, arrivavano in grosse pezzature che sfioravano addirittura i 50 kg; il prosciutto cotto arrivava in latta; il provolone veniva prodotto in pezzi da 100 chili e veniva esposto fuori le botteghe con orgoglio.
Senza alcun dubbio Gigi mi ha insegnato tante tecniche, le modalità di conservazione dei prodotti e la conoscenza relativa agli stessi. Egli più di tutti mi ha fatto amare questo lavoro.
Luigi lasciò la Conad e dopo qualche mese andai via anche io, il banco non era più lo stesso.

Decisi quindi di partire per la Francia, sentivo di voler fare altre esperienze lavorative e volevo farle oltre i confini italiani.

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